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Marianna Panico, presidente dell’Associazione Radicali Napoli Ernesto Rossi, stigmatizza la scelta della Giunta Caldoro di dare sepoltura dei feti equiparandoli ad individui e chiede al Comune di Napoli di impedirne l’applicazione negli ambiti di sua
Comunicato stampa
della Ass. Radicali Napoli Ernesto Rossi
“Inaccettabile la delibera regionale sulla sepoltura dei feti in Campania”
Marianna Panico, presidente dell’Associazione Radicali Napoli Ernesto Rossi, stigmatizza la scelta della Giunta Caldoro di dare sepoltura dei feti equiparandoli ad individui e chiede al Comune di Napoli di impedirne l’applicazione negli ambiti di sua competenza.
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Caldoro insegue Roma e Firenze deliberando linee di indirizzo in materia di sepoltura di feti tra le 20 e le 28 settimane di gestazione. Ma si tratta di iniziative illegali. Una situazione che l’on. Maria Antonietta Farina Coscioni ha già denunciato in passato con interrogazioni e iniziative parlamentari sollecitando “il governo e i ministri a prendere, finalmente, una posizione e ad assumere iniziative perché abbiano fine questi clamorosi conflitti tra normativa nazionale e legislazioni regionali e iniziative locali”.
In Campania, fin dal suo insediamento Caldoro e l’amministrazione di destra hanno scelto di far rientrare il debito sanitario riducendo l’accesso alla salute delle donne. Le denunce dell’UDI Napoli insieme alle associazioni femminili per disservizi subiti dalle donne per gli accorpamenti e trasferimenti di interi reparti materno-infantili, per le interruzioni di pubblico servizio conseguenti alla chiusura dei reparti ed il blocco delle prenotazioni per il servizio di IVG, in contrasto con le finalità della legge 194, sono così numerose da non far più notizia. L’obiezione di coscienza dei medici e del personale paramedico in Campania, insieme ai farmacisti che si rifiutano di somministrare la pillola del giorno dopo, ha assunto livelli insostenibili e vessatori, parliamo di oltre l’83% dei ginecologi e oltre il 77% degli anestesisti. Percentuali che fanno pensare più ad una guerra alla libertà della donne, che a posizioni di coscienza personali. O forse più semplicemente si può supporre che l’obiezione è diventata una via preferenziale per fare carriera. Probabilmente è un argomento fantasioso, ma sarebbe interessante ugualmente rendere pubblici i percorsi di carriera sanitaria di tutti i medici che dichiarano obiezione di coscienza in materia di IVG con le giunte di centrodestra.
La tutela della salute femminile è un azione politica strategica perché quando le donne hanno problemi di salute si vivono momenti dolorosi con risvolti drammatici oltre che personali anche per l’intera società che, usufruisce gratuitamente di tutto il lavoro di cura che solo le donne posso dare.
Un amministrazione pubblica ha innanzitutto il dovere di rispettare la Legge che amministra e non può nè deve sviluppare polemiche inutili e dannose, che violentano il tessuto sociale.
Piuttosto, mi chiedo dove sono le politiche di sensibilizzazione ad una sessualità sana, consapevole e protetta dei giovani uomini e delle giovani donne campane? Quali azioni politiche sono state sviluppate per prevenire il ricorso a pratiche clandestine di aborto, tenendo presente le difficoltà delle minorenni delle prostitute e delle donne immigrante?
La delibera della Giunta Caldoro colpevolizza le donne che scelgono l’aborto e aggiunge solitudine, trauma e violenza psicologica alla vita delle donne, e tutto ciò è inaccettabile soprattutto sapendo che una qualsiasi donna che si trova a dover interrompere una gravidanza già vive una situazione di grave dramma e le istituzioni hanno il dovere morale e politico di essere solidali e sostenerle, in un quadro di iniziative legali e sociali.
Si invita pertanto il presidente della Regione Campania Stefano Caldoro ad applicare correttamente la L. 194 in Campania e si chiede al Sindaco De Magistris e alla sua Giunta di non dare seguito a ideologie religiose che danneggiano innanzitutto la libertà confessionale e l’autodeterminazione delle donne.
Marianna Panico
3396498628 - marianna.panico@libero.it
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